Il Tatto... part. 1

Il nostro incontro di Laboratorio si è focalizzato sul tatto all'interno del rapporto di coppia, nei confronti anche dei figli e di Dio, e sulla finalità dell'atto sessuale. Guidati dai brani della Bibbia, abbiamo percorso "il viaggio" della vita di una giovane coppia che vive la propria unione secondo il progetto di Dio...



Attraverso le loro semplici parole ci hanno fatto capire che avere un buon rapporto con la propria sessualità è una necessità per essere felici. Fare l'amore è fonte di felicità se vissuto nel rispetto del progetto per cui è stato creato.
La sessualità è un dono di Dio e come tutti i doni, se utilizzati secondo il loro progetto, realizza la persona in profondità. Fare l'amore in una prospettiva di eterna donazione reciproca, che si compie solamente nel matrimonio, diventa una sorgente di amore che non solo vivifica e santifica gli sposi stessi, ma produce anche vita, la vita dei bambini.

Il tatto... part. 2

Ogni uomo ha una vocazione all’amore ed è chiamato a vivere questo amore con lo spirito e con il corpo.

Dio non manca di soccorrere chi confida in lui, e nella Bibbia l’unione di un uomo e di una donna non viene vista come un fatto accidentale, ma come un compimento di un preciso progetto di Dio, un progetto di eternità. La sessualità è uno dei bellissimi doni che ci ha fatto Dio per la nostra vita. Avere un buon rapporto con la propria sessualità è una necessità per essere felici. Detto così sembrerebbe la cosa più semplice del mondo, purtroppo non è affatto così. Vivere bene con la propria sessualità è difficile sia da single, sia da fidanzati, sia da sposi, ma vi assicuriamo che non è impossibile. Come abbiamo detto è un dono di Dio e quindi puro, bello e miracoloso se vissuto nel rispetto del progetto per cui è stato creato. Vivere bene la propria sessualità richiede di mettersi in cammino. Fare l’amore è bellissimo ed è fonte di amore e felicità se vissuta nel rispetto del progetto per cui è stata creata.

- La sessualità non è istinto, questo, è presente come forza nella sessualità, ma non la comanda; in essa devono esservi presenti rispetto, tenerezza, accoglienza e dono.

-Non è piacere: è coinvolto in essa, ma non ne è lo scopo. Il piacere della sessualità è dato dall’incontro con l’altro non dal piacere fisico.

La responsabilità della propria sessualità comporta certo un’ascesi faticosa, contrassegnata anche dalla rinuncia, la quale però non è fine a se stessa ma ha come scopo la migliore espressione della propria sessualità. E’ difficile l’inizio; sono faticosi i primi passi nella via per la quale il Signore ci introduce, poi, quando nell’obbedienza ci siamo realmente impegnati, sembra che Dio faccia tutto da sé. Vivere la castità nel fidanzamento è utile per non cadere nel tutto concluso ed è importante viverla, non per non trasgredire le regole, ma per non spegnere l’amore. E’ importante vivere un cammino di pari passo tra corpo e anima e vivere la differenza tra la piena e definitiva comunione di vita e di amore tra il fidanzamento e il matrimonio con una diversa modalità di vivere la sessualità. Vivere il fidanzamento così necessita sicuramente di preghiera, della forza dello Spirito e di fiducia l’uno nell’altro mettendo Dio al centro del nostro cammino di coppia, sicuri del suo amore e che ci vuole felici. L’unione di un uomo e di una donna non è un fatto accidentale, ma il compiersi di un preciso progetto di Dio che nasce nell'eternità. Nel matrimonio se l’amore tra marito e moglie viene vissuto come unione totale, di corpo e anima, esso diviene un’immagine vivente dell’amore divino.

L’amore fiorisce là dove gli uomini hanno riconquistato la propria libertà, dove hanno scacciato le proprie paure, dove il sesso non incute più timore ma è fonte di gioia, dove la fede ha aperto la certezza che l’amore di coppia è una realtà alla quale gli uomini sono chiamati da Dio. I frutti ricevuti da questo modo di impostare il nostro non avere rapporti prima del matrimonio non sapete quanto ci ha aiutato dopo nel vivere la sessualità da sposi. Provare per credere. Si sente dire che il matrimonio è la tomba dell’amore. Per noi è stata la partenza verso un viaggio eterno, è bello vedersi cambiati in questi anni vedersi sempre più belli. Imparare a gestire e a vivere la sessualità nelle diverse stagioni familiari ( nascita di un figlio) La fantasia l’intensità e l’importanza che sappiamo che ha la sessualità nel nostro amore, il saperlo puro dono e fonte di vita del nostro amore e dei nostri figli.

Il tatto... part. 3

E non potevano mancare le foto di questo ultimo Oreb che come potete vedere è stato baciato dal sole.
In una splendida cornice primaverile i frati di Fiesole ci hanno accompagnato alla scoperta del tatto,
soffermandosi a vedere come lo ha vissuto Gesù e infine San Francesco.
Dopo cena, dopo un momento ludico nel chiostro del convento dove le nostre mani sono state le protagoniste,
ci siamo raccolti in preghiera. Il giorno dopo poi è stato il momento di Giada e Riccardo che,
con le loro semplici e calde parole, ci hanno regalato la loro testimonianza di famiglia
(come potete vedere dai due post precedenti..., ndr).
A conclusione di questo nostro Oreb c'è stata la santa messa presieduta da fra Francesco e naturalmente
... il pranzo!

Beata te Chiara

La beatitudine di coloro che sono nel pianto dice l’attesa dolente di chi vede ancora non realizzata l’opera di Dio. Non è beato, perciò, il pianto su se stessi, sul proprio io chiuso egoisticamente in sé, sui propri limiti, insuccessi, fallimenti.

Bene lo aveva compreso S. Chiara che scrive ad Agnese di Praga: “Se con Lui soffrirai, con Lui regnerai; se con Lui piangerai, con Lui godrai”. (Dalla 2 lettera).

E’ fondamentale il “con Lui”, ovvero il “partecipare alle sue sofferenze” come dice Paolo nella lettera ai Romani: “Se siamo figli siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo se veramente prendiamo parte alle sue sofferenze”(Rm. 8,17)

Nel caso della beatitudine degli afflitti a quale sofferenza di Gesù si tratta di partecipare?

Delle occasioni delle quali Gesù ha pianto possiamo individuare come rispondente a questa beatitudine il pianto su Gerusalemme: “Gerusalemme, Gerusalemme… quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli… e voi non avete voluto… non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”(Lc.19,41). E’ la sofferenza di Gesù di fronte alla non accoglienza del dono che è Lui stesso. Chiara è entrata costantemente in questo dolore e afflizione attraverso la sua compartecipazione, il suo portare sempre nella memoria la passione del Signore, la sua vita di “sentinella posta sulle mura di Gerusalemme per risvegliare il ricordo del Signore”. Chiara, attraverso la sua vita di preghiera e di restituzione di sé a Dio, ha risposto all’ invito del profeta, non si è data mai riposo né al Signore ha concesso riposo ricordandogli le Sue promesse finchè non abbia ristabilito Gerusalemme. (cfr. Is. 62,6). La partecipazione di Chiara è molto reale: di lei sappiamo che “dall’ora sesta a nona è presa da maggiore compunzione volendosi immolare con il Signore immolato” e che insegnava alle novizie a piangere la Passione di Cristo (FF 3214-15, Cel.30), ad averla sempre dinanzi agli occhi: questo perché dal Crocifisso si apprende la grande lezione dell’amore e non si finisce mai di scoprire quanto Dio ha fatto per noi. Guardare Cristo Crocifisso spinge all’imitazione: chi si sente amato desidera riamare con la stessa misura di amore e così per Chiara e le sue sorelle questo eccesso di carità si trasforma in una vita penetrata dal Vangelo, nella povertà e nella carità fraterna.

Tocca Oreb...

Ciao belli,
siamo ormai vicini al nostro prossimo appuntamento
con Francesco e i 5 sensi....
...dopo aver udito, visto, gustato e annusato adesso "tocca" al TATTO!

--->> guarda il video (watch the video)


Ti aspettiamo sabato 10 e domenica 11 APRILE a Fiesole.
Come sempre porta con te sacco a pelo (o lenzuola) e la cena del sabato!
-per info: incontrioreb@gmail.com-

Resta in con-TATTO!

Laboratorio "olfattivo"

Hola!
Quando ho saputo che il tema era l’olfatto mi sono preparata ad affrontarlo con un interesse a dir poco goloso, perché è il mio senso preferito in assoluto, e forse questo mi ha anche avvantaggiato. In effetti ci è stato ripetuto molte volte che è il senso più sottovalutato e trascurato, imprescindibile perché legato al respiro ma che di solito non ci accorgiamo neanche di usare, e mi sono detta con piacere che questo discorso non vale per me: io lo uso molto e molto consapevolmente, anzi, con una certa curiosità direi.
I miei complimenti sinceri vanno a suor Maria Livia delle Clarisse che ha parlato per un’ora buona sabato pomeriggio; è stato bello e molto interessante tutto l’excursus che ha fatto sul’olfatto partendo dal punto di vista pratico e quotidiano (parlando anche di animali e neonati), per arrivare poi all’ambito religioso (l’odore di santità che profuma e trascina, il profumo di Cristo che si diffonde per essere percepito da tutti ) e a quello particolare di Francesco e Chiara (Francesco è “annusatore di cose divine”: quando annusava il profumo dei fiori pensava alla bellezza della creazione e del suo Creatore; “Francesco aveva il profumo e l’afflato delle cose divine”).
Mi sono rimaste impresse in particolare alcune frasi di suor Livia:
1) Il cattivo odore è sempre legato alla morte, perché deriva chimicamente dalla decomposizione delle molecole; Francesco, come tutti noi, ne era disgustato ma ne aveva anche paura.
2) Ciò che profuma è la virtù, ciò che puzza è il peccato.
3) Il profumo della tua vita, la bellezza della tua esistenza è già un esempio percepibile da tutti; effondete sempre il profumo della vostra buona fama (cioè siate un buon esempio).
4) Dobbiamo sviluppare il fiuto nella vita, “avere naso” per fare le scelte giuste, perché la vita è un susseguirsi di scelte, anche le più semplici e banali di cui a malapena ci rendiamo conto.
Un’altra cosa che mi è piaciuta tanto di questo Oreb sono stati i numerosi riferimenti al Cantico dei Cantici come “libro dei profumi”.
Alla veglia di sabato ci siamo concentrati sull’olio di nardo, il preziosissimo e profumatissimo olio che Maria cosparge sui piedi di Gesù mentre tutti si chiedono il perché di un simile spreco; ne siamo stati unti anche noi sulla fronte alla fine della serata, perché potessimo diffondere davvero il profumo di Cristo intorno a noi.


Ora veniamo al laboratorio che ci hanno proposto domenica. In un ambiente piuttosto scuro, rischiarato appena dalla luce soffusa del fuoco, ci hanno letto passi della Bibbia in cui comparivano odori e profumi e per ogni lettura ci hanno dato un oggetto da annusare (frutta, pane, incenso, un ciocco di legno, una sciarpa, vino e altri); poi ci hanno dato di nuovo gli oggetti da annusare perché il loro profumo ci facesse tornare alla mente episodi, esperienze, emozioni e persone (del resto l’olfatto attiva la memoria) e perché condividessimo questi ricordi preziosi. Per ultimo abbiamo annusato l’olio di nardo e ne abbiamo messo un po’ sulle mani, per provare davvero cosa significa la frase che ci aveva detto fra Matteo: “L’olio di nardo è il profumo di Gesù: un profumo che riempie, che resta con noi e che condiziona tutta la nostra percezione successiva.” In effetti Gesù riempie e condiziona la nostra vita e non ci abbandona mai.
L’esperienza del “laboratorio olfattivo” è stata forte e toccante, sono venuti fuori tanti ricordi, soprattutto allegri per fortuna: le feste in famiglia, i giochi dell’infanzia, l’esperienza della Marcia, il momento dell’incontro con Gesù e tanti altri; qualcuno ha pianto, ma senza dolore, al profumo del nardo. Credo di poter dire a nome di tutti che siamo tornati a casa un po’ più ricchi.
Portare sulle mani il profumo del nardo poi non è stato facile: non riuscivo a smettere di annusarlo, ero come stregata dalla sua dolcezza; a pranzo ho scoperto che condizionava davvero l’odore dei vari cibi ogni volta che li portavo alla bocca, ma ci avevano avvertito che portare Gesù con noi non è una passeggiata. Ed è stato ovviamente piacevolissimo.

Auguro a tutti di riuscire davvero a far profumare la vostra vita e ad effondere più possibile il profumo della vostra buona fama…non credete anche voi che sarà bellissimo se ci riusciamo?
Sara

fotolfattoreb

Subito (si fa per dire) pubblicate le foto di Oreb di Marzo!
In attesa di altre foto, che generosamente ci spedirete a incontrioreb@gmail.com, immergetevi nella nostra gallery!