
Oreb Febbraio

Torna oreb!
la prima domenica di febbraio si avvicina e ad aspettarla ci sarà a Monte alle Croci OREB!
Non è uno scherzo di carnevale... torna Oreb più in forma che mai!
Mettetelo alla prova... dopo duri allenamenti verrà schierata in campo una formazione eccezionale!
- fr. Simone di Gesù che ci guiderà con le sue parole in questa giornata;
- fr. Adriano ha preparato golosi break per rinforzarci;
- fr. Alessandro e sr. Simona hanno accordato le loro chitarre;
- fr. Michele e fr. Mario hanno schiarito le corde vocali per un indimenticabile dopo pranzo
SPECIAL GUEST per questo mese saràfr. Federico Russo che ci presenterà, LIVE, il suo nuovo disco, "Una storia da inventare"
Un aiuto in Mekele
Carissimi amici, vi scriviamo qui da Mekele... una città molto povera. Una passeggiata per le sue vie ti fa capire in pochi minuti le miserie delle persone che la abitano: bambini scalzi, mendicanti, gente indaffarata in lavori che non gli danno il necessario per nutrirsi, donne che cercano come assicurare la vita ai propri figli...i vestiti della gente con “ampie aperture”, case di fango o pietra con il tetto "rigorosamente" in lamiera, …..eppure non è un luogo triste, la gente è capace di trasmetterti pace in ogni momento e, al conoscerle un po’, son capaci di contagiarti gioia… In questo posto, che a noi piace tanto e nel quale ci stiamo impegnando con serenità, c’è qualcosa che da tempo ci turba. Alla sera, quando tutti sono tornati nella loro casa anche se piccola e misera, c’è qualcuno che non ha dove andare. Sono i tanti, umili e insignificanti uomini e donne, che trovi “accampati” sul terreno accanto al muro di una delle chiese della città... stanno raggomitolati in pochi stracci per non sentire freddo... uno accanto all’altro, tutti nella stessa posizione e dormono così… se li osservi per pochi minuti ti accorgi che nel sonno si grattano di continuo: “è la scabbia”, che non da tregua all’ambito riposo notturno. Appoggiata al muro c’è anche una sedia a rotelle piegata che ti fa intendere la condizione di uno di loro…Da tempo stiamo portando loro del cibo la sera, un pacchettino ciascuno con uova sode, riso cotto, frutta, pane e biscotti. Alcuni di loro quando allungano la mano per riceverlo, ti accorgi che hanno dei minimi moncherini, le dita non ci sono più… è la lebbra! Sembra la storia di un film triste invece è tutta realtà … questi sono davvero gli ultimi degli ultimi di questa società…ma i primi del vangelo!
In ospedale ultimamente sono venuti due di loro, Desalegn e Girmay, entrambi affetti da scabbia ed uno anche da lebbra. Quello che ci ha colpito è stata la loro complicità durante il ricovero ed anche la loro gioia e allegria… Un letto caldo e pulito e i 3 pasti puntuali quotidiani erano un sogno proibito alla loro immaginazione. Ci è dispiaciuto dimetterli perché erano tra i primi sorrisi che ricevevamo al mattino. Abbiamo regalato al momento della dimissione un paio di calze a Desalegn poiché con la lebbra i suoi piedi sono a rischio di ferite e infezioni, allora anche l’altro ha fatto di tutto per convincerci che i suoi piedi erano tanto malati e lo ha fatto con il volto un po’ sorridente che tradisce questa furbizia dei poveri… simpatico!
Quando a giugno arriva la stagione delle piogge, andare a vederli ti rattrista l’animo. Li trovi tutti avvolti in fogli di plastica che non sono mai sufficienti a tenerli asciutti...la pioggia in questa stagione è davvero torrenziale… è una immagine che ti disturba il riposo notturno quando dopo mezz’ora ti trovi in casa tua, al caldo, e sotto le coperte senti che la pioggia fuori cade forte…
E’ per questo motivo che abbiamo pensato di fare qualcosa di concreto per loro. Abbiamo iniziato a muoverci per l’apertura di un vero e proprio dormitorio, sarebbe il primo della regione Tigray. Vorremmo che gli ospiti della casa fossero queste persone, per lo più anziani e lebbrosi, che ormai conosciamo da quando portiamo il cibo la sera. Il dormitorio non disterà molto dalla chiesa in cui inevitabilmente al mattino torneranno per mendicare, i letti saranno 30 (almeno all’inizio!) e saranno tutti plastificati come quelli degli ospedali per favorirne l’igiene. Ci saranno bagni e docce così che ne possano usufruire quotidianamente per non farli ricadere nella scabbia dopo che li avremo trattati tutti. A permettere l’entrata e l’uscita degli ospiti al mattino e alla sera ci saranno due impiegati; un guardiano, secondo le usanze locali, veglierà la notte sulla casa.
Questo è il nostro sogno, semplice da realizzare e concreto allo stesso tempo. Oggi abbiamo aperto un conto corrente bancario per coloro che volessero darci una mano a realizzarlo. Queste sono le coordinate:
Margherita Terranova,
Account number 48099, Commercial Bank of Ethiopia, Mekele Branch, Ethiopia
SWIFT CODE: CBETETAA
Un versamento potrebbe essere un regalo alternativo che ciascuno può chiedere ad un caro.
Se volete... spargete la voce ad amici e conoscenti...
Un abbraccio forte da Mekele,
Peregrinatio del Crocifisso di San Damiano

Oreb in pillole
Certo: è stato il tema della scorsa giornata di Oreb. Ma non la solitudine-isolamento... la solitudine ripensata - ripresentata come tappa necessaria per non farsi inghiottire dal disordine che lo scorrere del tempo senza freni e l'accumulo di esperienze senza soglie può mettere nella nostra vita.
ascoperta dell'intimo di se stessi come primo posto "decente" (magari migliorabile...) in cui fare tappa;
acome un "posto" in cui sostare non solo per fare un bilancio sul già successo in modo che ora ti scorra addosso senza trovarti vigile e giudicante, ma anche un punto privilegiato d'osservazione per guardare al futuro;
a come un punto in cui fare tappa per dare/ritrovare un ordine;
a un punto "riparato" dove fare progetti e pianificare cambiamenti concreti - magari non rumorosi - che portano dal male al normale (come è avvenuto per il figlio prodigo) o che guardano al normale sapendoci scoprire il bene (come non ha fatto il figlio maggiore...)
a un posto dove scoprire, nel silenzio, la potenza del Signore_discretamente presente nel mormorio di un vento leggero.
La benevolenza del Signore che, in punta di piedi, trova normale - quando hai il coraggio di fermarti /rientrare in te stesso, nella "solitudine" - guidarti verso il bene.
apPUNTI di dicembre
A Oreb di dicembre non sono mancati, grazie all'intervento dello psicologo Giovanni Scalera, gli spunti di rifressione interessanti...ma anche grazie all'incessante premura dei frati, non sono mancati gli... spuntini!
Giornata inoltre ricca di punti attribuiti alle squadre affrontatesi in una avvinvente sfida nel chiostro... sfida che ha lasciato sul terreno degli "orebbisti" che, quando si gioca, ce la mettono proprio tutta...
per un pelo infatti abbiamo evitato punti di sutura!
Abitare la solitudine
Il nostro cammino ha compiuto la sua seconda tappa: accompagnati da Giovanni Scalera, psicologo, abbiamo affrontato il tema della solitudine, momento decisivo del cammino umano e cristiano.
Solitudine che è negativa quando è fuga, scoraggiamento, resa difronte alla sfida che è il mondo... Solitudine che è il luogo essenziale dell'incontro: con la verità di noi stessi e con Colui che è il Dio-con-noi. ps: Aspettiamo commenti su questo ultimo incontro!