Garum di marzo ...on-line!

Sabato 14 marzo 2009, ore 11.00, suona il campanello del convento di Fiesole. Con rapidità i frati si curano di andare alla porta a vedere chi sia il povero pellegrino giunto in cima al colle e con sorpresa si trovano di fronte i primi partecipanti al Garum di Marzo 2009, che non si sono lasciati intimorire dalla... >>>>

>>> TO BE CONTINUED
...sono on line anche le foto!

Oreb di marzo...il laboratorio!

ecco il risultato del lboratorio di questo Oreb dal tema Francesco e lo straniero. Dopo le parole di fra Livio abbiamo continuato a confrontarci con "lo straniero" incontrandolo di persona. Tra timidezza e curiosità abbiamo toccato la storia di uno straniero ... come noi!
----->> guarda il video!



e adesso tocca a te!

Giovane italiano o straniero...
abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a ad approfondire questo tema.

Lascia un commento o un'esperienza da condividere. A presto. Lo staff

Garum torna a marzo!


...ti aspettiamo!
I frati di Fiesole

Garum di marzoScarica il desktop ufficiale di Garum di marzo!
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... verso l'Oreb - N°2

Salii su quell'autobus di provincia semivuoto anche alle sei della sera, quando invece le strade sono gremite di auto quasi ferme che si fanno prigioni di menti perlopiù stressate.
L'autista guidava assorto e non pareva badare alle luci di posizioni rosse che si riflettevano sul grigio bagnato dell'asfalto intorno a noi, ma piuttosto a chissà quale pensiero tutto suo, o forse praticava dentro sé il conto alla rovescia per scendere da quella nuova giornata di lavoro.
Aveva smesso di piovere, intanto, e io dal canto mio guardavo fuori dal finestrino il giorno finire in quel tramonto di Febbraio rosa rosa, quasi fuxia, le nuvole parevano doversi incendiare da un momento all'altro e il mondo svanire come un'apparizione, come evaporato, quando, a una fermata, salì quel tipo dall'aria abbastanza sudicia e puzzolente, che in una parola sola si può dire trasandata se vogliamo fargli un complimento oppure unta se si vuol esser sinceri: unti i capelli neri e lisci e corti, unto il giacchetto che un giorno doveva essere stato blu, sformato e troppo lungo per essere corto e troppo corto per essere lungo, con quelle chiazze di tessuto liso sulle spalle e sui gomiti, come i braccioli di una vecchia poltrona. Unto il naso, unta la fronte, unta la barba e non parliamo delle scarpe.

"Ecco, ci manca solo che questo pakistano venga a sedersi proprio accanto a me con tutto l'autobus vuoto... Chissà come puzza... Di sicuro non avrà neanche il biglietto!... Accidenti, Fede - mi parlo spesso in seconda persona io - stai diventano razzista!... Gesù non sarebbe affatto contento di sentirti ragionare così, sai!... Mh... Devo pregare, pregare affinché gli anni e il passare del tempo non induriscano il mio cuore...!"
E per fortuna la smisi di farmi gli affari del tipo radiografandolo da capo a piedi per fare il processo alle sue abitudini di gestione dell'igiene personale, riprendendo a guardare fuori dal finestrino la sera che intanto era apparsa tersa nelle sue prime stelle lucenti, comunque contenta del fatto che si era messo a sedere laggiù in fondo, lontano da me.
Insomma si scese, si scese insieme alla stessa fermata: "Oh, apri!" Esclamò.
"Sì, però si suona il campanello di solito eh!" Ribatté l'autista con fare non proprio cordiale.
" 'Sti pakistani..." Pensai.
Insomma, si scese e non appena le porte si chiusero dietro di noi e l'autobus aveva già fatto qualche metro, ecco sbucare dalla curva un ragazzo di corsa e mentre i suoi riccioli in testa rimbalzavano lieti io non feci in tempo a pensare: "Che sfiga ha perso l'autobus!" Che già lo straniero l'aveva fermato urlando a gran voce e sventolando un braccio: "Oh, aspetta!!"
La vettura inchiodò al volo spalancando le porte e il ragazzo trafelato saltò sull'autobus, che se era per
me col cavolo che lo prendeva... Allora guardai il pakistano che intanto continuò dritto per la sua strada come avesse fatto la cosa più normale del mondo, mentre non mi restava che abbassare gli occhi pensando:
"Beccati questa, ti ha rovesciato come un calzino!!... Sì... Meglio che impari per bene a saper vedere dove sta il mio prossimo..."
E mi sentivo come quando da piccino pensi di essere il migliore in bicicletta e l'ultimo arrivato ti svernicia il telaio...


... E poi in fondo, non siamo forse tutti stranieri, tutti esuli e viandanti, in questo mondo dove la Vita non è che un attimo da spendere per correre verso il Regno glorioso e lucente e eterno del Maestro?!

... verso l'Oreb - N°1


Lo straniero


"Dimmi, chi ami di più, tu, uomo enigmatico?
Tuo padre, tua madre, tua sorella oppure tuo fratello?"
"Non ho padre, né madre, né sorella o fratello."

"I tuoi amici?"
"Ti servi di una parola il cui senso mi è rimasto fino a questo momento sconosciuto."

"La tua patria?"
"Ignoro sotto quale latitudine essa sia situata."

"La Bellezza?"
"L'amerei volentieri, dea e immortale."

"L'oro?"
"Lo odio, come tu odi Dio."

"Eh! che ami tu dunque, straordinario straniero?"
"Amo le nuvole... le nuvole che passano... laggiù... laggiù... le nuvole meravigliose!"

Charles Baudelaire

Oreb di Marzo

Sabato 28 febbraio ci sarà il nuovo incontro di Oreb dal tema Francesco e lo straniero

Per questa occasione è stata organizzata una veglia di preghiera davanti alla Reliquia del Sangue di San FrancescoEcco il programma di massima:

Sabato 28 febbraio

ore 17.00: accoglienza nei chiostri del Convento
ore 18.00: inizio dell'incontro guidato da padre Livio sul tema Francesco e lo straniero, multietnicità e interreligiosità: come convivere? Opportunità o pericolo?
ore 19.30: celebrazione dei Vespri
ore 20.00: cena
ore 21.00: Veglia di preghiera davanti alla reliquia del Sangue di san Francesco. 

La veglia verrà celebrata nella chiesa dei frati ed è aperta a tutti coloro che desiderano partecipare.

Domenica 1 marzo continuerà il nostro incontro di Oreb durante il quale ci sarà la possibilità di fermarsi a pregare, incontrare sacerdoti per le confessioni o partecipare ai laboratori che aggiorneranno il sito di oreb on-line. L'inconotro terminerà con la santa messa e il pranzo.

Vi aspettiamo
lo staff


Francesco e lo straniero

Che cosa posso fare Signore?
Che cosa posso fare?

Sono uno straniero in questo mondo,

ignorante davanti al padrone,
Cerco la via che mi porta alla vita,

Scopro la disgrazia che vive nell'uomo.

Il creatore non guarda la mia nullità,

Mi chiedo di fare tante cose impossibili.

Che cosa posso fare per te signore?

Che cosa posso fare?

Sono uno straniero ignorante.

Chiedo l'elemosina per l'amore di Dio,

trovo le pietre per costruire la chiesa,

come l'asino lavoro il giorno e la notte,
Ma non compio il desiderio che mi ha detto il Signore,
Non posso capire la lingua del Signore.

Che cosa posso fare per te Signore?

Che cosa posso fare?

Sono uno straniero molto ignorante.

Lui mi parla attraverso le sue parole,

Mi ispira di fare qualcosa di più,

Ora capisco il sogno di Dio,

Ora sono uno straniero fra le genti,

Ma...un conoscente davanti al Signore.
Ora Lui chiede a noi,
che cosa puoi fare per me mio figlio?


Sapete? Eravamo stranieri in questo mondo come i vermi,

ma Dio con il suo amore ci ha dato le ali
e con la sua chiamata ad essere figli
ci ha fatto diventare le farfalle.

Ora testimoniamo il suo amore volando nel mondo.


La vostra sorellina Sr. Anet